Il Rinomato Catalogo Walker & Dawn

PRE & ADO


Super Premio Andersen 2017 Gualtiero Schiaffino

Quando arrivò Quenau [il postino] ed entrò in cucina per mangiare, io saltai sul suo carretto e nascosi la nostra lettera nella borsa della posta, in mezzo alle altre buste.

Catalogo

Era fatta, o almeno ci speravo, e me ne tornai a casa dove la mamma mi fece una scenata perché ero sparito nel nulla, e quella sera al Rifugio comunicai ai miei amici che era tutto a posto e non restava altro a fare che aspettare. Così, be’, aspettammo”

“In men che non si dica il Rifugio era sparito dietro di noi, e insieme al Rifugio si allontanarono anche le nostre case, le nostre famiglie, e tutto quello che avevamo mai conosciuto finora”

“E comunque nessuno poteva prevedere l’incredibile sfortuna che stava per caderci addosso come un temporale estivo”

Di questo romanzo è stato scritto già molto. Recensioni ne potete trovare sui siti di Liberweb e di Andersen, così come in tanti altri blog.

Tutto si aggira attorno al “Catalogo”, ovviamente, un catalogo che, già per quello che rappresenta, fa venir voglia di averlo. E per vecchi bacucchi come me fa tornare alla mente le vecchie pubblicità in coda ai fumetti e ai topolini in cui ti proponevano di acquistare pistole “simil-vere”, occhiali a raggi-x, penne spia e quant’altro. E già questo, per chi ha superato i quarant’anni, rende la storia avvolta in un certo alone di nostalgia, non tanto per quegli oggetti assurdi, quanto per le fantasticherie che vi nascevano attorno, seduti sui gradini delle scale con gli amici o immersi in qualche boschetto, non lontani da casa, ma abbastanza isolati dal mondo degli adulti.

Ed è un po’ in questa atmosfera che incontriamo i quattro amici – Eddie, Te Trois, Julie e Tit – che daranno vita a questa storia coinvolgente, avvincente e toccante che ha inizio in una capanna da loro costruita, nascosta in mezzo alla palude e agli occhi degli adulti.

Il libro è consigliato per ragazzi dagli undici anni; ma c’è talmente tanta avventura dentro che potremmo anche pensare di raccontarla un po’ prima (dipende sempre dai nostri figli) e non ha un’età per smettere di leggerla.

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L’ambientazione è lontana dai nostri tempi; lontana dai nostri ragazzi. Però è così vicina all’immaginario collettivo di ciò che deve essere una avventura e di dove deve svolgersi. Quasi come se nel DNA di tutti noi, grandi e piccini, la riconoscessimo a pelle come un’ambientazione ideale per un’avventura: gli Stati Uniti d’America, agli inizi del ‘900… lo spazio di azione di Tom Sawyer & Co. per intenderci.

Questa ambientazione permette di parlare di amicizia, di fiducia, di paura, di coraggio ma anche di aspetti come razzismo, detenzione o sfruttamento dei minori, di sigarette e di affettività.

Coinvolgente la struttura della narrazione che viene lasciata a tutti e quattro i protagonisti che raccontano la vicenda facendo emergere le proprie singole emozioni ma anche il confronto tra i diversi modi di affrontare l’avventura e la vita.

Sono amici da sempre e lo saranno per sempre. A cementare questa amicizia sta proprio il viaggio, o forse una fuga, all’insaputa degli adulti, per andare e recuperare la loro pistola che hanno acquistato dal catalogo e che non è mai arrivata. Inizia così un viaggio ricco di mistero, di loschi detenuti che evadono per andare in contro alla morte, malefici imbroglioni senza scrupoli, altri omicidi e intrighi di un mondo adulto così complicato entro cui i quattro amici si perdono e si confondono, salvandosi per coraggio, astuzia e caparbietà.

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In giorni come i nostri in cui l’avventura a volte sembra delinearsi con i tratti della violenza e della sopraffazione, dove le cronache mettono in evidenza come il rapporto tra coetanei è spesso caratterizzato dalla ricerca di forti emozioni attraverso prove che mettono a rischio la vita, la dignità dell’altro, in cui spaccare, demolire, sballare, umiliare è una placebo al naturale sconvolgimento dell’età adolescenziale, si propone un racconto in cui la violenza, la paura, la morte, la fuga, la disobbedienza, lo scontro generazionale, la voglia di emanciparsi dai genitori, la messa alla prova sono naturalmente presenti, ma incanalati in un obiettivo comune, costruito sul rispetto degli altri amici, nell’idea di riscattare le proprie condizioni di vita, di arrivare nel modo più caparbio e formativo a raggiungere un obiettivo così arduo e pericoloso.

L’ultimo capitolo strizza un po’ l’occhio al lettore adulto, magari un po’ titubante sull’effettiva valenza e opportunità di lasciare leggere questa storia ai propri figli. Ha un effetto tranquillizzante, da lieto fine del buon padre di famiglia. Ma a guardarlo bene anche quest’ultimo capitolo, in fondo, in contro campo, laggiù un po’ nascosti, lascia trapelare i volti maliziosi dei 4 amici, con impressi quegli sguardi furbacchioni che strizzano l’occhio ai giovani lettori.

Ad arricchire e rendere unica la lettura le illustrazioni del Catalogo, che può anche essere un gioco, fantasticando l’acquisto di quei fantastici oggetti.


Pubblicato da Giostra Cooperativa Sociale

Giostra Cooperativa Sociale Onlus si propone di promuovere la cultura, favorire l'aggregazione e la partecipazione.

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