Facciamoci un giro 03.06

Fare il proprio dovere per qualcuno non è solo adempiere ai compiti e alle mansioni del proprio ruolo, ma accogliere tutto ciò che quel ruolo comporta perché il “dovere” non dipende da ordini e disposizioni ma dalla propria etica personale. E’ questo che certamente ha mosso i cinquantasette nuovi Cavalieri al Merito della Repubblica, nominati oggi dal Presidente Sergio Mattarella, tutte persone che si sono distinte durante l’emergenza del Covid-19. E non per eroismo o spirito di sacrificio, ma perché fare fino in fondo il “proprio dovere” per qualcuno è questo, darsi senza risparmiare le energie per creare le condizioni migliori per svolgere il proprio lavoro.
Si tratta di venticinque donne e trentadue uomini. Medici come Mariateresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini che volontariamente hanno sostituito i colleghi di Vo’ Euganeo, nel cuore della zona rossa. O insegnanti come Daniela Lo Verde, preside di una scuola media del quartiere Zen di Palermo, che ha raccolto fondi e si è prodigata perché tutti i suoi allievi, particolarmente quelli in difficoltà, fossero dotati di tablet per poter seguire la didattica a distanza. E poi personale sanitario, forze dell’ordine, ricercatori, c’è persino un rider.
Non li citiamo tutti, ma a tutti va il nostro grazie più profondo, chissà se senza di loro ce l’avremmo fatta.
